
La passione per il fare utilizzando le mani come principale strumento nasce nello studio di mio padre Alessandro Stenico, scultore di fama, io e mio fratello Martino Stenico sin da bambini abbiamo avuto la possibilità di maneggiare materiali diversi, sperimentare e fantasticare con la materia, sviluppare manualità. In questo luogo per noi incantato, tra i tanti attrezzi c’erano anche una forgia ed una piccola incudine, l’incontro con il ferro é quindi stato casuale, spontaneo, un compagno di giochi divenuto poi importante.
L’incontro con maestri come Alfred Habermann , George Pletshacher, Gabriele Curtolo e Claudio Bottero ci ha permesso di approfondire la conoscenza delle tecniche di un’arte antica come quella della forgiatura.
Per diversi anni ho lavorato e collaborato con Martino, insieme abbiamo capito, grazie ad esperienze formative varie, l’importanza di lavorare insieme ad altre persone, la necessità di guardare al nostro lavoro con altri occhi, da altri punti di vista, con altri metri, valori di giudizio, questo ci ha permesso di arrivare ad avere l’elasticità necessaria per interpretare al meglio le idee e le esigenze di altri , che siano clienti raffinati o architetti esigenti e preparati. E sopratutto a sviluppare sintesi nuove.
Negli ultimi anni la sperimentazione e l’utilizzo di nuovi materiali è divenuto parte fondamentale del mio lavoro.